15 anni, è quanto resta alla galleria Monte Piazzo di Colico prima di sprofondare inesorabilmente verso il lago. La stima, direttamente da Anas, suona come una sentenza per il territorio. Qui siamo nell’alto Lario lecchese, all’interno del tunnel passa la strada statale 36 del lago di Como e dello Spluga, una delle arterie più trafficate del Nord Italia, unico collegamento a scorrimento veloce che unisce Milano alla Valtellina e alla Valchiavenna, in provincia di Sondrio. Due territori fondamentali per le ormai prossime Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, e importanti punti di collegamento con la Svizzera e il nord Europa. Se dovesse chiudere la Statale 36, tutto il traffico che quotidianamente si sposta lungo l’asse si riverserebbe sulla statale Regina per quanto riguarda il ramo Comasco e sulla vecchia provinciale 72 per quello di Lecco. Due arterie che già normalmente sono congestionate e a rischio con la provinciale soggetta spesso a interruzioni e chiusure per interventi di messa in sicurezza.
La galleria Monte Piazzo è l’anello più debole della 36: un tunnel problematico sin dalla sua costruzione nel 1974, lungo 2522 metri, realizzato all’interno di una paleofrana: le due canne scivolano lentamente verso il lago, tanto che dopo l’importante intervento di consolidamento concluso nel 2014, che ne richiese la chiusura per mesi con pesantissime ripercussioni sul traffico, oggi è nuovamente oggetto di un intervento di rafforzamento in vista dei Giochi, dai quali sono arrivati 77 milioni di euro necessari per delle opere dalla durata stimata in 15 anni.
La montagna frana, si muove e porta con se la strada.
Serve un intervento, importante, subito. Basta palliativi. O si fa sul serio, o il destino è già scritto. E ancora una volta, a dirlo è Anas con parole che suonano come un ultimatum che sono anche conto alla rovescia e monito insieme per un Paese, l’Italia, dove la burocrazia è socio scomodo ancor più quando si lotta contro il tempo.
Al momento pare che l’annuncio di Anas sia stato raccolto solo dalla Uil del Lario e di Sondrio, il mondo politico sicuramente sa. Starà meditando sul da farsi? Forse un nuovo tunnel più a monte come ipotizzato? Intanto si studia un piano B in caso di default durante Milano Cortina.
Come andrà, in ogni caso, lo scopriremo tra poco: 15 anni in fondo passano in fretta.