
E’ passato un anno dall’intervento, era febbraio 2016, ma i ricordi sono ancora impressi nella memoria. L’operazione di 5 ore all’ospedale Sant’Anna è riuscita perfettamente ma quando la diagnosi è “aneurisma cerebrale” è inevitabile avere paura, soprattutto se in famiglia ci sono state altre esperienze. La signora Gabriella Manca, 40enne di Bulgarograsso, ha un fratello già operato nel 2006, mentre l’altro fratello purtroppo è deceduto nel settembre 2015 proprio per la rottura di un aneurisma. I controlli hanno permesso di scoprire che sarebbe servito l’intervento chirurgico.
L’aneurisma è una malformazione vascolare, ossia una dilatazione a carico delle arterie cerebrali, di cui è portatrice il 5% della popolazione. Le cause della patologia non sono perfettamente conosciute. In letteratura esistono diverse ipotesi: la prima riguarda una predisposizione congenita, la seconda le individua nell’aterosclerosi e nell’ipertensione arteriosa sempre associate a una predisposizione genetica, la terza si riferisce a infezioni o traumi.
Spesso sono gli aneurismi sono asintomatici e si scoprono, quasi per caso, durante altri accertamenti neurologici, altre volte si manifestano con un forte mal di testa improvviso che purtroppo è dato da un’emorragia.
Sono stati 600 gli interventi dal 2001 ovvero dall’apertura del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Sant’Anna. 40 all’anno.