“I dipendenti dell’ospedale Sant’Anna pagano una retta mensile per il parcheggio, ma il paradosso è che in molti casi in realtà il posto auto non c’è”. Massimo Coppia, segretario generale della Uil funzione pubblica del Lario e Brianza riporta l’attenzione sul tema della sosta nel presidio di San Fermo della Battaglia.
La caccia al posto auto
I parcheggi dell’ospedale sono gestiti dal Comune di San Fermo, che incassa anche gli introiti derivati dalla sosta. Un tema da anni oggetto di dibattito e proteste. Al tema dei costi della sosta si aggiunge anche quello della disponibilità dei posti auto. “I dipendenti dell’ospedale pagano una quota mensile per il parcheggio – spiega Coppia – Inizialmente c’era un autosilo riservato solo al personale. Poi, anche questi spazi sono stati aperti anche agli utenti. Capita così che, ogni giorno, i 550 turnisti che arrivano in giornata, per il turno del pomeriggio, trovano il parcheggio pieno e devono iniziare una difficile e magari lunga ricerca di uno stallo libero per poter prendere servizio, con ripercussioni anche sul lavoro”.
“Il Comune incassa oltre un milione di euro dai parcheggi – aggiunge Coppia – e i dipendenti non hanno un posto pur pagando. Questa situazione ha ripercussioni anche sulle attività sanitarie. L’azienda ha molti ambulatori sul territorio, un medico che va a fare l’attività in un’altra sede e deve poi tornare al Sant’Anna, magari per fare sala operatoria arriva e non trova posto, ritardando così il lavoro. E’ un problema che deve essere affrontato”.
La proposta
Il coordinatore territoriale della Uil Dario Esposito propone un confronto per affrontare il problema. “Propongo agli esponenti politici del territorio, che hanno cariche a livello locale e in Regione di sedersi a un tavolo con i rappresentanti delle categorie per discutere il tema e trovare possibili soluzioni – dice – Fare cassa con i parcheggi su persone che vanno in ospedale già di per sé è un argomento sul quale riflettere. A questo si aggiungono anche problemi pratici e concreti ed è il momento di affrontare la questione”.