(ANSA) – TRIESTE, 02 MAR – Liliana Resinovich sarebbe stata uccisa, soffocata, e dunque sarebbe morta per asfissia. E’ una delle ipotesi formulata per l’intricato caso della donna di 63 anni scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021 e il cui cadavere fu trovato il 5 gennaio 2022 nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico. Aveva la testa infilata in due sacchetti trasparenti di tipo alimentare e il corpo in due grandi sacchi neri, di quelli utilizzati per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, uno dall’alto e uno dal basso. L’ipotesi è una indiscrezione dei quotidiani del gruppo Caltagirone trapelata dalla attesa perizia sulle spoglie riesumate di Liliana, depositata due giorni fa in Procura a Trieste. L’ipotesi non è del tutto nuova: se molti dubbi aveva suscitato la tesi del suicidio sostenuta dalla Procura, quella del soffocamento è invece una tesi relativamente recente. Ne aveva parlato già pochi giorni fa la trasmissione televisiva Quarto grado e successivamente anche l’amico di Liliana, Claudio Sterpin. Questi nel corso di un intervento a un’altra trasmissione era addirittura sceso nei particolari: ""Lilly è stata pestata prima da qualcuno", aveva sostenuto, poi "soffocata probabilmente con un cuscino", "bisogna trovare da chi". Si tratta tuttavia di indiscrezioni. La perizia era stata affidata dalla Procura all’antropologa forense Cristina Cattanero, ai medici legali Stefano Tambuzzi e Biagio Eugenio Leone e all’entomologo Stefano Vanin, e sarebbe stata depositata nella notte tra venerdì e sabato scorsi. (ANSA).