(ANSA) – MILANO, 28 FEB – Il tribunale di Milano ha revocato, con quattro mesi di anticipo rispetto alla scadenza, l’amministrazione giudiziaria della società Manufactures Dior Srl, che era stata disposta con finalità non tanto "repressiva, quanto preventiva" poiché non sarebbe stata capace di arginare fenomeni di sfruttamento lavorativo nell’ambito del iclo produttivo. L’indagine per presunto caporalato, reato contestato solamente ai titolari degli opifici esterni, è stata coordinata dal pm Paolo Storari e condotta dai carabinieri ed è simile ad altre già istruite come quella sulla Giorgio Armani Operations nei cui confronti di recente è stata chiusa, con due mesi di anticipo, la procedura di amministrazione giudiziaria. Riguardo alla divisione manifatturiera della maison francese del lusso, assistita dagli avvocati Francesco Mucciarelli e Luisa Mazzola, i giudici della sezione misure di prevenzione hanno valutato una "reazione assolutamente positiva" della società alla misura applicata, su richiesta della Procura, in quanto "sono stati adottati concreti ed efficaci interventi per l’attuazione del programma" prescritto per "il superamento delle criticità che non rivestivano carattere strutturale". Per il collegio "la riorganizzazione e l’applicazione delle misure di controllo dei fornitori, il rafforzamento dell’organismo di vigilanza e l’inserimento in organico di ben 17 nuove figure professionali dedicate a rendere ancora più stringenti i presidi sulla catena di produzione" sono tra gli "elementi dimostrativi dell’atteggiamento costruttivo della società" che ha così messo in campo ogni rimedio per prevenire il fenomeno del caporalato. (ANSA).