(ANSA) – MILANO, 27 FEB – Sarebbe stato Enrico Pazzali, il presidente autosospesosi di Fondazione Fiera Milano e titolare dell’agenzia di investigazione Equalize, ad ordinare i dossieraggi, consapevole anche degli accessi abusivi alle banche dati strategiche, come lo Sdi, e avrebbe pure sfruttato la sua ampia rete di relazioni. E’ il ragionamento della Procura di Milano, come risulta dall’atto di appello al Riesame con cui il pm Francesco De Tommasi ha chiesto per Pazzali gli arresti domiciliari, che erano stati bocciati dal gip Fabrizio Filice nell’inchiesta sulle presunte cyber-spie. La Dda milanese, in particolare, già a fine ottobre scorso ha chiesto al Riesame tredici custodie cautelari in carcere per altrettanti indagati, tra cui l’ex superpoliziotto Carmine Gallo e l’hacker Nunzio Samuele Calamucci, finiti ai domiciliari su decisione del gip, e i domiciliari per altri tre, tra cui Pazzali, titolare della società al centro dell’inchiesta sui presunti dossieraggi illegali. Il gip, infatti, su 16 posizioni aveva disposto solo quattro misure di domiciliari e due interdittive, non applicando alcuna custodia cautelare per Pazzali. Oggi per Gallo, Calamucci, Pazzali e altri è stata fissata, dopo l’esecuzione delle misure cautelari il 25 ottobre, l’udienza al Riesame per il 19 marzo per discutere l’appello della Procura. E’ Pazzali, ad esempio, come fa notare la Procura nell’impugnazione, ad ordinare a Gallo, come già era emerso dalle indagini, il dossieraggio dei componenti della lista di candidati che sosteneva Letizia Moratti, che correva per la presidenza della Regione Lombardia nel 2023. E lo avrebbe fatto, secondo la Dda, per reperire qualche informazione per mettere in cattiva luce l’immagine dell’ex ministra ed ex sindaca di Milano. Il pm De Tommasi contesta il fatto che il gip abbia attribuito a Pazzali un ruolo marginale rispetto agli altri affiliati della presunta associazione per delinquere, mentre sarebbe stato lui a commissionare direttamente, attraverso Gallo, i report. (ANSA).