Questa settimana la nostra rubrica “Focus” si occupa di inciviltà in tutte le sue declinazioni. Oggi vogliamo focalizzarci sulla doppia faccia del turismo. Il turismo che riempie la città, gli alberghi, che porta ricchezza e fa lavorare tante persone. E, dall’altra parte, il turismo selvaggio, quello maleducato e fuori controllo che non rispetta le regole e pensa di poter fare ciò che vuole in ogni parte della città. Partiamo da viale Geno, dove nell’agosto scorso, alcuni turisti avevano improvvisato un picnic sul marciapiede, con tanto di tavolo e sedie. Una scena che certo stonava con uno degli angoli più suggestivi di Como, meta di coppie in cerca di uno scorcio romantico da ammirare.
Il giorno prima, sempre in viale Geno, turisti con un camper in sosta avevano steso i panni sulla transenna che delimita il punto in cui la sera del 6 gennaio 2024 una coppia è morta precipitando con l’auto nel lago. I panni sono stati stesi proprio a pochi centimetri dai fiori che ricordano la tragedia.
E durante la stagione turistica sono all’ordine del giorno l’invasione delle aiuole, anche nella centralissima piazza Cavour, con teli e persone stese al sole. Stessa situazione nel parco di Villa Olmo, dove vige il divieto con chiara cartellonistica di calpestare il prato. C’è addirittura chi, la scorsa estate, ha pensato di godersi una vista mozzafiato sul Lago di Como piazzando una tenda direttamente sulla passeggiata Lino Gelpi o chi ha pensato di schiacciare un pisolino su un’amaca all’ombra degli alberi nella centralissima piazza Grimoldi, a fianco del Duomo.
E infine, nella spiaggetta davanti al Tempio Voltiano il copione si ripete uguale ogni estate, con teli e gente stesa al sole e relativi tuffi nel lago. Sembra di essere al mare, se non fosse che in quella zona i bagni sono espressamente vietati, con tanto di cartelli posizionati proprio davanti all’accesso della spiaggia con scritte in diverse lingue. Nessuno però sembra badare a quel “divieto di balneazione” e a quella “zona di pericolo” chiaramente indicata.
Il turismo di massa porta con sé vantaggi e svantaggi, benefici e paradossi. Basterebbe soltanto un po’ di buonsenso o di semplice educazione per evitare di trasformare la città di Volta in Como beach. La bella stagione si avvicina e ci si chiede se Como sia pronta anche quest’anno a reggere questo turismo di massa che porta con sé inevitabilmente anche il turismo selvaggio.