Buon cibo, inclusione e solidarietà: a un passo dal centro di Como, in via Lambertenghi, c’è un ristorante che apre le porte anche ai ragazzi con disabilità, impegnati in sala e in cucina. Si chiama “Da Noi” ed è un progetto all’insegna dell’inclusione che nasce da un’idea della cooperativa sociale Anima e Cuore, sotto la presidenza di Guido Grilli, affiancato dal vicepresidente Fabio Cesari e dall’amministratrice Celine Guastella. Ad accogliere i clienti c’è il sorriso dei suoi dipendenti, che con passione e dedizione lavorano ai fornelli e tra i tavoli. Al ristorante anche un ospite d’eccezione, il sottosegretario Alessio Butti, che ha incontrato di persona i giovani dipendenti.
“È un progetto importantissimo, sono molto ben organizzati e ognuno ha un compito specifico”, commenta il sottosegretario di Stato con delega all’Innovazione tecnologica. “Sono stati premiati anche da chef stellati e ciò conferma che la qualità del cibo è ottima. Sotto il profilo educativo è importantissimo: un apprezzamento straordinario ai ragazzi e anche a chi avuto l’idea“. Per comaschi e turisti, ha aggiunto il sottosegretario Butti, è una tappa da non perdere. Si tratta, ha concluso, di un’iniziativa inclusiva, formativa ed educativa, non solo per i ragazzi che ne fanno parte, ma anche per le persone che sceglieranno di pranzare o cenare al ristorante Da Noi.
Come nasce l’iniziativa
Il progetto Da Noi nasce da un sogno nel cassetto. A dirlo è uno degli ideatori, presidente della cooperativa Anima e Cuore: Guido Grilli. “Sognavo di fare qualcosa per permettere ai ragazzi disabili di lavorare, che spesso faticano a trovare il proprio spazio dopo la scuola. I ragazzi lavorano, sono felici e stipendiati. Abbiamo nove ragazzi assunti, due tirocinanti e – appena riusciremo – abbiamo l’obiettivo di assumere altri ragazzi e aumentare così il nostro organico”.
Inoltre, ha sottolineato: “Sono lavoratori instancabili, ognuno ha le proprie capacità. Starci insieme è una gioia. Capita di doverli gestire ed essere dei datori di lavoro un po’ rigidi. Ma stare insieme è una cosa meravigliosa. Cerchiamo di stare con loro il più possibile, tenendo conto che siamo una cooperativa sociale di tipo B, quindi non a fini di lucro. Gli unici professionisti sono il cuoco e la caposala. L’obiettivo è far capire anche alle altre realtà che far lavorare i ragazzi disabili è possibile”.