Le ore a casa dell’amico, l’alcol e la droga, la lite scoppiata senza un reale motivo, il coltello. Interrogato in carcere, Luca De Bonis avrebbe confermato la confessione che già aveva reso nella tarda serata di lunedì nella caserma dei carabinieri di Appiano gentile. Il 33enne è accusato dell’omicidio di Manuel Millefanti, 43 anni, ucciso con una coltellata nella notte tra domenica e lunedì nella sua abitazione a Oltrona San Mamette. Convalidato il fermo, resta in cella al Bassone.
De Bonis è stato fermato poche ore dopo l’omicidio. Portato in caserma ad Appiano Gentile, inizialmente aveva negato ogni responsabilità. In serata poi era crollato e aveva confessato di aver accoltellato Manuel, dando anche indicazioni ai carabinieri per trovare il coltello utilizzato per uccidere l’amico e nascosto in un casolare abbandonato a Beregazzo, in via San Pietro.
L’interrogatorio
Oggi, il 33enne è stato interrogato in carcere dal giudice delle indagini preliminari Carlo Cecchetti. Assistito dal legale Maria Teresa Palmiero, l’uomo ha risposto alle domande e ha ripercorso quanto accaduto domenica scorsa, dall’arrivo a casa dell’amico alla fuga, dopo averlo colpito. Ricordi in parte confusi perché, come avrebbe confermato nuovamente lo stesso De Bonis, lui e l’amico avevano consumato alcol e assunto stupefacenti. Il giudice Carlo Cecchetti ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere. Il 33enne resta in cella al Bassone.
Domenica, Manuel e Luca hanno passato la serata insieme a casa del 43enne. Poche ore prima del delitto, De Bonis ha postato sui social una foto che ritrae lui e l’amico seduti a un tavolo pieno di bottiglie vuote. E’ l’ultima immagine che ritrae Manuel in vita. Poche ore dopo, il 43enne telefonerà alla mamma: “Aiutami, mi hanno accoltellato”, le sue parole.
Millefanti sarebbe stato ucciso con una sola coltellata al torace, vicino al cuore. Luca avrebbe accoltellato Manuel al culmine di una lite, anche se il 33enne non avrebbe fornito indicazioni sul motivo della discussione. Luca De Bonis avrebbe ripetuto di essere stato aggredito dal 43enne e di aver reagito perché aveva avuto paura. Un racconto al vaglio dei carabinieri del nucleo investigativo di Como.
L’indagine
L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Antonio Nalesso. Sul corpo di Manuel è stata eseguita l’autopsia. L’abitazione di Oltrona San Mamette è stata sequestrata, come il coltello usato per colpire a morte il 43enne.