Al via la vaccinazione domiciliare a Cantù, secondo centro per numero di abitanti della provincia di Como.
Secondo la tabella di marcia da domani a sabato saranno 110 le persone allettate che riceveranno l’iniezione direttamente a casa grazie ad un’organizzazione che vede in prima linea i medici di medicina generale, la Croce Rossa, la Protezione civile, l’Associazione Nazionale dei Carabinieri e l’amministrazione comunale.
Di fatto la Protezione civile andrà a recuperare i vaccini di Moderna alla farmacia dell’ospedale Sant’Anna e li porterà nella sede della Croce rossa dove verranno preparati e da dove poi partiranno i medici.
Nelle stesse giornate saranno raggiunti altri 160 cittadini residenti negli altri paesi del comprensorio canturino (partiranno infatti anche Cucciago, Carimate, Brenna che andranno a sommarsi a Figino Serenza, Novedrate e Capiago Intimiano già partiti con la vaccinazione domiciliare sabato scorso) che sommati ai 110 che verranno somministrati nella Città del Mobile portano il conto a 270.

Il lavoro dei medici
Antonio Iofrida, Responsabile Ats Insubria Medici Medicina Generale del Canturino spiega: “Saremo in 24 medici su tutto il territorio canturino, 16 a Cantù e 9 negli altri comuni del distretto. Sarà un tour de force ma lo facciamo volentieri perché è il primo passo per uscire da questo brutto periodo e vedere un po’ di luce”. “Per me – aggiunge – è stata un’emozione avviare questa iniziativa per cercare di alleviare queste persone e tutti noi in questo periodo di sofferenza”.

In tutto nei 7 comuni del distretto canturino sono 413 i cittadini già inseriti nell’elenco dai relativi medici per la vaccinazione a domicilio a questi si sommano poi coloro che si sono registrati autonomamente.
Il sindaco di Cantù: “Sommersi dalle difficoltà ma l’importante è iniziare”
“Siamo il primo grande Comune del territorio a partire, siamo sommersi dalle difficoltà ma l’importante è iniziare e dare un messaggio di fiducia e speranza ai cittadini in questi mesi di caos” ha detto il sindaco di Cantù, Alice Galbiati. “Con le cooperative con le quali collaboriamo per i trasporti – spiega ancora – stiamo anche cercando di creare un servizio per chi non ha i requisiti per la vaccinazione a domicilio ma ha comunque delle difficoltà e ha bisogno di aiuto”.
