Un volume prezioso, in cui un architetto in divisa impegnato nella guerra da cui tornerà distrutto dentro parla al giovane allievo e amico.
È uscito il libro Il maestro, l’allievo, l’amico. Lettere di Giuseppe Terragni a Luigi Zuccoli 1940-1943 a cura di Luca Lanini e Giovanni Menna, edito a Melfi da Libria nella collana “Mosaico”.
Lo stesso editore aveva riproposto pochi anni fa, di Luigi Zuccoli, il volumetto Quindici anni di vita e di lavoro con l’amico e maestro architetto Giuseppe Terragni che Zuccoli aveva pubblicato originariamente nel 1981, quattro anni prima di morire.
La documentazione presentata, in gran parte inedita, consiste nelle lettere dell’architetto Giuseppe Terragni a Luigi Zuccoli, amico e fedele collaboratore del maestro lariano durante tutta la sua breve carriera.
Come si legge nella presentazione, “questa corrispondenza privata, insieme agli altri ritagli provenienti dal Fondo Zuccoli, permette di disporre di un quadro più nitido e autentico della personalità di Terragni, non filtrato dalla sua immagine pubblica; mentre tra le righe, nonostante la censura militare, affiorano i segni di un progressivo mutamento dell’approccio psicologico del maestro nei confronti della guerra e del fascismo che sembra annunciare il drammatico epilogo della sua esistenza”.
Questo carteggio ha il valore di una testimonianza, di un attestato della volontà di “resistenza” di Terragni, che desidera restare architetto anche in uniforme, e dunque continua a disegnare, a immaginare architetture, a seguire da lontano il compimento delle sue opere, a rivendicare il giusto riconoscimento del proprio lavoro, a lottare per l’affermazione senza compromessi nel nostro Paese dell’architettura moderna.