E’ ricoverata al Niguarda di Milano con ustioni sul 40% del corpo ma fortunatamente non è in pericolo di vita la mamma 30enne di Valbrona che ieri sera è stata investita dal ritorno di fiamma mentre ricaricava la stufetta a bioetanolo di casa. Provvidenziale per evitare conseguenze peggiori il coraggio e il sangue freddo del figlio di 8 anni della donna, che ha riempito un catino d’acqua gettandolo addosso alla mamma per spegnere le fiamme. Il bambino ha anche spento il principio d’incendio dell’apparecchio.
“Quando siamo intervenuti il bambino aveva fatto tutto quello che era necessario e abbiamo solo constatato i fatti – dice Marco Galante, ingegnere dei vigili del fuoco di Como – Il bambino ha soccorso la mamma e ha spento il principio d’incendio della stufetta con un catino d’acqua”. “La signora stava facendo il rifornimento alla stufetta a bioetanolo – spiega il funzionario dei pompieri – Probabilmente ha fatto il rabbocco con l’apparecchio in funzione e c’è stato un ritorno di fiamma”.
La 30enne si è resa conto di quanto stava accadendo e si è girata evitando che le fiamme la investissero in pieno sul viso. L’acqua che le ha gettato addosso il figlio poi ha bloccato le fiamme che avevano interessato gli abiti. Ha ustioni alla mano e al fianco sinistri e agli arti inferiori e, secondo le ultime informazioni, ha una prognosi di 20-25 giorni.
“Il bambino è stato davvero coraggioso e si è comportato nel modo migliore – sottolinea Marco Galante – E’ utile ribadire che con questi apparecchi è necessaria la massima attenzione. Il bioetanolo è un liquido infiammabile e il rifornimento deve essere fatto con l’apparecchio non in funzione e anche lontano da fonti di calore”.