Il 4 maggio parte dell’Italia ripartirà. Non i commercianti, che dovranno attendere il 18 maggio . Il malcontento nella categoria è evidente.
“Il commercio così viene affossato definitivamente – spiega il presidente di Confcommercio Como, Giovanni Ciceri – Il rispetto dei protocolli di sicurezza è imprescindibile e tutti i commercianti ne sono perfettamente consapevoli. Non è in discussione. Detto questo però come si può sopravvivere? A giugno saranno passati più di tre mesi dalla chiusura. Per ora si è fatto un gran parlare solo dei 600 euro alle partite Iva. Abbiamo bisogno di date e numeri certi e non di contentini come la possibilità del servizio di asporto per i ristoratori”.