
Farmacie comunali di Como: non si placa la polemica politica. La decisione della vendita aveva innescato forti dibattiti a Palazzo Cernezzi.
A tornare sull’argomento è Laura Bordoli, capogruppo di Nuovo Centrodestra, il consigliere che fin dall’inizio si era schierato contro la vendita. E non la vendita, ma la gestione del personale delle farmacie ex comunali, secondo quanto dichiarato sempre da Bordoli, sarebbe oggetto di interesse della Corte dei Conti.
<Sono venuta a conoscenza del fatto che questa mattina le due dirigenti farmaciste del Comune di Como hanno appreso di essere state lasciate a casa con decorrenza primo giugno – spiega Bordoli, in un comunicato stampa – Questo è l’epilogo di una vicenda gestita con approssimazione e senza alcun rispetto delle persone. Da sempre mi sono dichiarata contraria alla vendita delle farmacie, effettuata senza una loro preventiva valorizzazione, con rinuncia del canone di circa 250.000 euro di entrate correnti>. Bordoli parla poi delle due dipendenti della farmacia di Muggiò. <Già dalla vendita si era capito che sarebbero state licenziate nel giro di 12 mesi. Il Comune ha sottovalutato il fatto che avrebbe dovuto riassumerle, come stabilito con sentenza dal giudice. Non ha voluto trovare un accordo prima ancora delle vendite delle farmacie, non ha accettato proposte e oggi le lascia a casa, con una lettera, senza alcun accordo transattivo. Esprimo la mia vicinanza alle due dipendenti che sono state loro malgrado coinvolte in questa vicenda, e spero – conclude il capogruppo di Nuovo Centrodestra – che la Corte dei Conti, che pare si stia interessando della questione, faccia chiarezza sulla vicenda e sulle eventuali responsabilità>.