
Avrebbero utilizzato finto accento albanese per ingannare la vittima e depistare gli investigatori. In realtà i due presunti rapinatori erano italiani. Anzi, proprio comaschi. Uno dei due conosceva anche la vittima: era stato suo inquilino, in un’altra casa, e aveva lavorato nella villa di Fenegrò come muratore.
Sono stati arrestati due uomini, entrambi accusati di aver picchiato selvaggiamente e rapinato un pensionato lo scorso 19 gennaio in una villa di Fenegrò.
L’uomo era stato sorpreso di mattina nel retro di casa da due malviventi armati e a viso coperto: era stato legato, pesato a sangue e derubato di contanti, posate d’argento, una scacciacani e una macchina.
I carabinieri della compagnia di Cantù hanno iniziato le indagini partendo da due elementi: il ritrovamento della Bmw X5 rubata, grazie al sistema satellitare gps, e il riconoscimento del timbro di voce di uno dei due presunti rapinatori da parte della vittima. La voce era di Alessandro Carminitana, un 28enne nato a Como e residente a Fenegrò, muratore, che era stato inquilino della vittima in un appartamento e nella villa di Fenegrò aveva svolto alcuni lavori come muratore. Conosceva quindi la casa.
Sentendosi alle strette, ha collaborato e ha permesso agli inquirenti di chiudere il cerchio attorno all’altro uomo, Fabrizio Cerenza, 47enne di Fino Mornasco già noto alle forze dell’ordine, che aveva una scacciacani sottratta alla vittima, e che pochi giorni dopo la rapina era stato denunciato per ricettazione poiché era stato trovato a bordo della Bmw X5 rubata.
Entrambi sono stati arrestati e dovranno rispondere di rapina aggravata, sequestro di persona e lesioni. Al primo, alla luce della collaborazione, sono stati concessi i domiciliari. Il secondo – trovato in possesso anche di diverse munizioni – è stato portato in carcere.