
Nuovo terremoto nella sanità lombarda: perquisizioni in tutta la regione e ventuno ordinanze di custodia cautelare. Nove persone carcere, sette agli arresti domiciliari e cinque con obbligo di dimora. Sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio.
Tra gli arrestati, anche il consigliere regionale della Lega Nord Fabio Rizzi, presidente della commissione Sanità e padre della recente riforma sanitaria.
Secondo l’accusa, un gruppo imprenditoriale si sarebbe assicurato appalti e contratti grazie proprio alla copertura politica di Rizzi e di un suo stretto collaboratore, Mario Longo. Un giro d’affari da 400 milioni di euro, imperniato sull’esternalizzazione – da parte delle aziende ospedaliere – dei servizi odontoiatrici. L’imprenditrice a capo del gruppo finito sotto la lente degli investigatori, Maria Paola Canegrati, avrebbe ottenuto, dal 2004 ad oggi, contratti e appalti favorevoli anche attraverso la corruzione di Rizzi e del suo collaboratore.
In cambio, Rizzi e Longo – sempre secondo l’accusa – avrebbero ottenuto diverse contropartite: il finanziamento della campagna elettorale di Rizzi per le regionali del 2013, una tangente da 50mila euro e consulenze fittizie da 5mila euro al mese fatturate alla moglie di Longo, e la creazione di una società tu società utilizzata per istituire alcuni ambulatori odontoiatrici in strutture sanitarie private, le cui quote sono state intestate all’imprenditrice e, per interposta persona, a Longo e Rizzi.
L’operazione “smile” ha coinvolto numerosi funzionari della sanità pubblica regionale. Le ventuno misure cautelari sono state emesse dal gip del Tribunale di Monza Emanuela Corbetta ed eseguite, così come le perquisizioni, dai carabinieri del comando provinciale di Milano. Interessata, pur marginalmente, anche la provincia di Como: Rizzi, infatti, abita a Faloppio, e la moglie è stata raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, a differenza del consigliere regionale, che è stato portato in carcere.
Vediamo se anche qs volta come tante altre le leggi che si sono fatti risulteranno efficaci per non arrivare a niente se non a garantirne l’IMPUNITA’. ATTENDIAMO CON RASSEGNAZIONE e ben pocheSPERANZE